Un pò di Bianca...
Le terre di frontiera del Texas e del Messico sono possedute da una poesia speciale, la poesia dei grandi spazi aperti, delle culture diverse eppure mescolate, della speranza e della disperazione, del tempo e della assenza di tempo. Questo romantico mondo senza tempo è tangibile nella cruda e reale bellezza del paesaggio, nell'accelerare giù per una lunga ed oscura strada in una notte senza luna, nei riflessi della traccia di una lacrima che scende facilmente lungo le gote di una donna. Tutte queste cose sussurrano i loro silenziosi segreti a coloro che sanno ascoltarle.
Bianca De Leòn è partecipe di questa poesia speciale in un modo speciale, bisbigliandone i segreti misteriosi delle terre di confine col linguaggio delle esperienze uniche che ha avuto, con la sua visione poetica e la forte voce della musica.
Nelle sue canzoni ci parla della vita e dell'amore ai confini della vita e dell'amore stessi, di avventura e di poesia, di incertezza e di pericolo.
Canta di amanti e fuorilegge, di come ha vissuto queste cose, di come le ha avute e di come le ha gestite e cosa significano per lei.
Cresciuta nel sud del Texas, vicino a Corpus Christi, "a sei miglia dal cartello STOP tra Ingleside ed il passo di Aransas", ancora ragazzina sua zia le insegnò a contrabbandare tequila nascondendola nelle sottane e, presto, le divennero familiari la vita dei disperati ed i loro "segretos obscuros".
Dopo aver lasciato la scuola di Houston fu scolpita dalla vita di strada. Adolescente, imparò a saltare sui treni merci ed a viaggiare sedendosi sui ganci tra i vagoni, vivendo un po' dappertutto tra Santa Cruz e Sonora, da Nashville a Bogotà.
Scura, tranquilla ed attenta, iniziò ad immaginare le vicissitudini della sua esistenza nella sostanza della sua arte. Ricordando quando inventava canzoni da piccola studiò chitarra classica e notazione musicale ed un giorno, dopo aver ascoltato il pezzo di Bob Dylan "Like A Rolling Stone", all'improvviso seppe ciò avrebbe desiderato fare.
Nel suo percorso artistico Bianca incontrò ad Houston un giovane brillante, piacevolmente oscuro, di nome Townes Van Zandt, con il quale creò un rapporto lungo e durevole che rimane a tuttoggi fondamentale nella sua vita e tracce dell'evocativa bellezza della musica di Townes pervadono ancora profondamente la sua musica.
Come Bruce Springsteen descrive le strade e le brughiere del New Jersey e Lucinda Williams le baie e le sassose vecchie strade del delta del Mississippi, Bianca De Leòn racconta i confini del sud del Texas, prendendo le sue esperienze personali, il proprio punto di vista, i dettagli e lo spirito, fondendoli in un'unica atmosfera con esperienze di tempi e luoghi; rendendoli universali.
In "Outlaws & Lovers", l'aspetto romantico delle terre di frontiera è palpabile. La voce di Bianca ne abbraccia tutto l'insieme: una bruna, setosa mistura di forza e vulnerabilità. Nella sua musica la tragedia è sempre temperata dalla speranza o almeno, dalla volontà, di resistere e, le sue canzoni, descrivono gli spazi della poesia e del pericolo tra i fuorilegge e gli amanti di confine.
Nel novembre 2006, durante il suo tour in Italia, tra le altre date suona accompagnata da Andrew Hardin al Pegaso Live Music Bar di Arcola - La Spezia, raccontandoci con dolcezza struggente e forza incomparabile le avventure di una donna di frontiera nella sua nuova opera "The Long Slow Decline of Carmelita", dove la musica rispecchia virtù e segreti di chi ha vissuto una vita al limite, coinvolgente e densa di avvenimenti, con la voce di una donna che ha imparato a vivere ed a narrare con il gusto artistico delle sue canzoni in una terra di confine, la Sua terra di frontiera, della quale dobbiamo conoscere ed apprezzare una figlia che la ama.
Il sito di Bianca De Leòn: http://www.biancamusic.com
Traduzione e commento dal sito originale a cura di Luni B&B © 2006. Le foto ed eventuale altro materiale sono © di proprietà dei rispettivi autori.
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